Rosario Gallardo: la fottuta estasi dell’osceno

Ci sono cose che accadono e che bisogna raccontare, altrimenti sembra di non averle vissute veramente ed è un sacrilegio. Il 21 ottobre a me è accaduto Rosario Gallardo. Non di conoscere, non di vedere, ma di vivere Rosario Gallardo attraverso la presentazione del suo libro Estasi dell’osceno. Tattiche di pornoguerrilla (pubblicato da Golena Edizioni per Malatempora) da Nora Book & Coffee (fate un salto in via Delle Orfane 24d a Torino e vedrete di cosa parlo) e la sua performance live Coin-op ospitata da Cavallerizza Reale e promossa dal Fish & Chips Film Festival. Chi è Rosario Gallardo? Non ve lo posso dire in due parole, perché sarebbe come depotenziare un miraco in corso…
Oggi ho l’osceno onore e il blasfemo privilegio di presentarvi Rosario Gallardo all’interno del THIS BODY PROJECT in tutto il suo erotico splendore… Leggete qui!

1. Chi siete e quanti siete a fare parte di Rosario Gallardo?
Rosario Gallardo è un collettivo elastico. Il cuore è costituito da me e mio marito, ma a seconda dei progetti coinvolge anche altre persone come, ad esempio, il nostro giovane Manfredi, col quale abbiamo realizzato tra le altre cose anche il
cortometraggio O mio fiore delicato e la performance Coin-op.

coin-op
Rosario Gallardo nella performance Coin-op a Cavallerizza Reale

2. Il nome Rosario Gallardo, appurato che non si tratta di una unica persona, da dove nasce?
Lo abbiamo inventato cercando un nome che potesse essere percepito come
maschile e come femminile, che evocasse la ricorrenza e la sacralità della preghiera e la gajarderia sfrenata della lussuria.

3. Che cosa è la Pornoguerrilla e come la intendete-vivete voi?
Atti “pornoestetici” e di “esibizionismo sacro” realizzati attraverso la produzione di fotografie, testi, video, performance live a carattere pornoestetico, costituiscono la nostra pornoguerriglia. Tra le qualità principali vi è la rinuncia alla viltà rituale con cui le persone abbracciano la vergogna per la loro sessualità e per il loro corpo. Lo scopo è quello di destrutturare il nucleo culturale della castrazione sociale su cui si l’autoritarismo si poggia. Di fatto è la nostra pratica yoga-psico- magica antirincoglionimento, con la quale avere molti orgasmi e farne avere anche agli altri, guadagnando punti amore da spendersi in altre pratiche sporcaccione generatrici d’altro amore!

4. Da dove traete ispirazione per le vostre performance, films, articoli e libri?
Da tutto; da un prodotto dell’infotainment come da un ricordo d’infanzia. La nostra prima mostra fotografica Il culo dove si mette il pane era ispirata ai divieti imposti a Nicola bambino da sua nonna. Mentre l’azione Coin-op è costruita su una ricerca che portiamo avanti da anni come cam-girl/cam- boy nei live show via web.
Sexworking virtuale che ha dato vita già a un videoclip, a una performance
presentata per la giornata AMACI, oltre che a Coin-op, e costituisce anche una
pratica di finanziamento per il progetto RG.

5. Parliamo del libro da poco pubblicato da Golena Edizioni per Malatempora, L’estasi dell’osceno… un libro di forte impatto emotivo, quasi una sorta di diario personale, una cronaca del piacere, un insieme di scritti personali, intimi, autobiografici…
Sì, è sicuramente un testo costituito da fatti intimi e autobiografici ma non è
un’autobiografia. Vuole piuttosto essere un oggetto utile, una sorta di percorso in
cinque passi che accompagna il lettore attraverso i primi cinque misteri gaudiosi
gallardi. La visione proposta è queer e pornoguerrigliera. Purtroppo ho verificato che la sola lettura entusiasma ma non basta a liberare il vostro corpo e il vostro spirito dovrete accompagnarla con la pratica di solenni gesti pornoestetici di esibizionismo sacro e con la benedizione da compiere di persona alla sacra fonte del mio orgasmo.

cover-libro
Cover del libro di Rosario Gallardo, Estasi dell’osceno. Tattiche di Pornoguerriglia

6. Che cosa è per voi l’oscenità?
Ciò che viene messo strategicamente al di là dei margini dal conformismo e dalla
normalizzazione. Non sono gli oggetti/concetti ad essere osceni di per sé, ma è
l’esperienza che abbiamo di loro. Freud, nel suo primo lavoro di ricerca, Il motto di spirito, dà una brillante interpretazione del piacere del motto; in quell’ottica, ad esempio, la battuta oscena è un momento in cui si allenta la pressione della censura interna. Nell’interpretazione del suo pensiero, la dicotomia tra desideri tollerati e ciò che richiede una rimozione è un pilastro necessario all’evoluzione psicologica dell’individuo capace di convivenza civile. Noi crediamo che sia parte di una meccanica di controllo sociale messa lì in malafede, tramandata e difesa coi denti da tutti perché a ben poche persone viene voglia di assumersi la responsabilità di rischiare una reale disubbidienza sulla propria pelle.

7. Che cosa è invece il Postporno?
Il postporno nasce negli anni ottanta, durante le lotte femministe, prosex e
sexpositive, durante la famosa Rivoluzione Sessuale. Artisti, intellettuali, pornostars e registi porno come Annie Sprinkle (pornostar), Michele Capozzi (che molto spesso ha fatto parte di Rosario Gallardo), Frank Moore (performance artist, sciamano, poeta, pittore, ecc), firmarono i Post-porn Modernist Manifesto con l’idea di lanciare un discorso sulla sessualità creativo e positivo, non assoggettato alla produzione meramente commerciale e machista del porno mainstream che all’epoca era un grande business. Oggi le produzioni che si definiscono postporno sono di natura molto diversa tra loro. La consapevolezza del peso politico e del ruolo chiave che i costumi sessuali e morali hanno nelle dinamiche economiche è spesso una caratteristica, ma ho anche visto postporno che era solo un po’ meno porno e un po’ più post e basta. La situazione della pornografia è molto cambiata negli ultimi trent’anni, grazie al web e alla tecnologia a buon mercato. Oggi la “pornografia” è una vasta varietà di voci spesso svincolate dal discorso economico, ad esempio l’amatoriale e le produzioni del porno indie hanno dato vita a una pornografia dialogica che costituisce generi e sottogeneri, discorsi, trame e chicche uniche e ricerche di sperimentazione. Il web è un inconscio collettivo che lotta per venire a galla.

8. Il vostro è un matrimonio molto fuori dagli schemi, a quanto si legge nel libro e a quanto si vede durante la performance. Avete trovato il vostro modo di non trasformarlo nella tomba dell’amore… Come avete costruito un matrimonio così fuori dalle norme e dagli obblighi culturali e sociali?
Siamo fatti così e ci siamo incontrati. Destino? Culo? Sì, tanto cazzo nel culo
sicuramente. Ho imparato che se l’innamoramento è qualcosa che accade
l’amore invece è qualcosa che va fatto e va fatto tutti i giorni, almeno una volta al giorno. Quando abbiamo gettato le basi del nostro rapporto avevamo appena vent’anni e questo ci è stato utile, a quell’età tutto è più assoluto, radicale, reale.
Abbiamo fatto voto di lealtà, prima di tutto a noi stessi e solo dopo abbiamo giurato di essere l’uno per l’altro sia amanti che madre e padre. E quando sono arrivati i figli, praticamente subito, non ci siamo vergognati di noi, optando per una pacifica omologazione sociale. Penso che sia importante una fede fanatica e una radicalità
violenta per rimanere autori del proprio stile di vita, ma anche tanti orgasmi e una sana pratica oscena. Probabilmente noi, senza Rosario Gallardo e tutte quelle
sperimentazioni che lo hanno generato, non saremmo così uniti e leali l’un l’altro.

rosario-gallardo
Una pic domestica di Rosario Gallardo

9. Maternità sovversiva: la tua, Maria, appare una maternità molto sovversiva, vissuta con grande slancio, passione e decostruzione, anche qui, delle norme. Mi ricordi un’altra Maria, Maria Llopis, immensa attivista Postporno spagnola e autrice di Maternità sovversive (anche questo libro pubblicato da Golena Edizioni). Come vivi la maternità?
Sono diventata mamma solo due volte, lo so che la terra è sovrappopolata ma a me
figliare piace troppo. Sono state due esperienze diverse e ho vissuto due aspetti
diversi di me stessa. Forse dipende dall’indole dei miei figli o dal mio momento
storico: col primo avevo le idee chiarissime, mentre col secondo mi sono sentita
completamente persa. Figliare ti strappa i demoni dal petto e te li sbatte in faccia, forse è questo stress su cui si appiglia il ricatto dell’omologazione. Ho conosciuto Maria Llopis prima che diventasse madre e poi l’ho rincontrata di recente durante il tour di “Maternità sovversive”. E’ molto importante fornire informazioni e conoscenze tali da supportare la costruzione di una cultura alternativa. Non tanto per sostituire un dogma con un’altro, ma piuttosto per dare un esempio della plasticità del reale. E’ diverso il mondo se ti hanno insegnato che le donne sono condannate a partorire con dolore (da dio onnipotente) e poi scopri che si può anche partorire con un orgasmo (alla faccia dell’onnipotente guastafeste).

10. La performance che ho visto il 21 ottobre a Cavallerizza, Coin-op, mi ha completamente fatta innamorare di Rosario Gallardo e di questo modo di intendere il corpo: quello che ho visto durante la performance è stata pura gioia, passione, libertà, conoscenza e coscienza di sé. Che cosa è per voi il corpo? Come lo usate? Come lo preparate prima di una performance? Come ve ne prendete cura?
Il mio corpo è il luogo della mia esistenza. Più che usarlo cerco di lasciar fluire in lui le vibrazioni, è una cassa di risonanza. Prima di una performance digiuno, limito il mio contatto con l’acqua e con le persone, cerco di avere più orgasmi possibili. E’ bello quello che tu mi scrivi della tua esperienza alla performance Coin-Op. Grazie, sento che sei stata con me. Per Manfredi era la sua prima esperienza Gallarda dal vivo e mi è sembrato praticasse qualche preparativo, Nicola invece bestemmia e cambia tutto fino all’ultimo istante. Credo che la bestemmia sia comunque il suo rituale preferito.

performance
Rosario Gallardo nell’opera performativa

11. Ultima domanda: nel libro il prologo è scritto da Diana J. Torres, mia madre di squirting e grande ispiratrice di tutto il mio lavoro di ricerca sperimentale sul corpo e attivismo; citate però anche Maria Llopis e Itziar Ziga, Paul B. Preciado… insomma, come me anche voi venite da una certa scuola spagnola che ha illuminato e sta illuminando una controcultura entusiasmante da almeno una quindicina di anni. Ho visto giusto?
In realtà quando abbiamo conosciuto le ragazze spagnole noi eravamo Rosario
Gallardo già da un pezzo e la pornoguerrilla era più o meno quella di adesso. E’ stato però molto importante, oltre che conoscersi, riconoscerci nella nostra affinità e instaurare un’alleanza. Noi siamo lupi solitari e non veniamo dall’esperienza dei collettivi e quello che ci lega non è l’aver fatto il corteo insieme o l’ideologia politica a monte, ma le affinità nelle idee e nei lavori specifici. Sinceramente non me ne frega un cazzo di chi si dichiara “attivista postporno”, anzi, odio la moda del postporno intesa come un porno non proprio porno ma “alternativo” e saccente. Io penso a Diana, Maria, Itziar come ad intellettuali, artiste, amiche. Diana inoltre è anche la mia madrina di squirting, mi ha fatta innamorare al primo sguardo e la sua lontananza è dura da digerire.

12. Un consiglio, una dritta o una frase illuminante per chi sta leggendo questa intervista…
Fatevi arrapare e non abbiate paura d’essere mostruosi, puzzolenti, troppo flosci,
troppo irruenti, troppo vacche, troppo larghe, troppo poco calde. I vostri genitali sono sede di piacere e non di vergogna e se serve svergognatevi pure perché arraparsi è l’unica via possibile. ll 6 dicembre (oggi!) è San Nicola, che porta i doni, fatevene uno e venite da noi a godervela un po’. Saremo a Bologna, ecco il programma:
-alle ore 19.00 saremo all’IGOR Libreria presso Senape Vivaio Urbano per la presentazione del libro Estasi dell’osceno. Tattiche di pornoguerrilla, conducono l’incontro le ragazze di InsidePorn.
-dalle 20.00 al Kinodromo per una selezione di corti dell’Hacker Porn Film Festival di Roma tra cui verrà proiettato anche O mio fiore
delicato, il nostro cortometraggio più blasonato!

Links utili per saperne di più su Rosario Gallardo:

http://www.golenaedizioni.com/page.php?176

https://www.facebook.com/rosario.gallardo.355?pnref=lhc.unseen

http://www.rosariogallardo.com/gallardo-tv/omiofioredelicato/

Benvenute-i-* nel mondo di Rosario Gallardo… 😉

 

 

 

Annunci

Nora Book & Coffee: la libreria del miracolo

La Nora di Ibsen, si capisce… e chi sennò? Questa non è una casa di bambola, è una casa mooooooooooolto diversa; nessuna persona al mondo si sognerebbe di fuggire da qui.
Una libreria di gener-i (come mi piace chiamarla), una caffetteria accogliente dal magnifico design, una nuova “tana” per tutt* noi. Femministe e femministi, persone di qualunque orientamento sessuale, genere, espressione e ruolo, cittadine e cittadini che non vi siete mai avvicinat* ai femminismi e alle tematiche LGBTI+: qui troverete uno spazio per l’anima, muri pregni di accoglienza ed un senso umano altissimo.
Ma non solo…

16145234_10211925910932543_1114091822_o
Logo del Nora Book &Coffe

Il Nora Book & Coffee, in via delle Orfane 24d a Torino, offre la possibilità di scegliere fra oltre 1500 titoli (lo so, anche a me è sembrata un’enormità, eppure è così!) che abbracciano una varietà commovente di tematiche, generi e stili. Si notano, fra gli scaffali, grandi classici che convivono pacificamente con il meglio degli autori e delle autrici di questa nostra epoca contemporanea.
La selezione dei testi è stata, da parte di Denise, incredibilmente attenta, oserei dire quasi maniacale.
Non testi qualsiasi, bensì piccole e grandi perle di narrativa, saggistica e addirittura libri per bambin* genderfree, selezionati accuratamente dopo anni di letture ininterrotte, consigli attenti chiesti e ricevuti.

Il Nora Book & Coffee è la libreria/caffetteria del miracolo perché nasce per offrire alle persone uno spazio libero per esprimere se stesse, nel pieno delle proprie bellezze e delle proprie specialità umane.

I genitori di Nora: Denise, Vincenzo e Cinzia

Non una libreria/caffetteria comune a tutte le altre, manco per sogno!
Nora è stata creata dopo una gestazione durata anni: si potrebbe banalmente chiamarlo sogno adolescenziale, ma io preferisco chiamarla Mission. Il sogno era quello di Denise.
Poi, dopo un incontro avvenuto fra un inventario ed un altro, il progetto è stato fortemente voluto anche da Vincenzo, e la macchina realizza-sogno si è messa in moto…

16122320_10210621095597298_1549637815_o
Da sinistra: Vincenzo e Denise

Venerdì pomeriggio, noi di TheQueerWord siamo andat* a trovare Vincenzo e Denise per conoscerl* personalmente e dare un’occhiata a Nora.
Oltre alla sublime accoglienza e al delizioso Caffè Filtro, ai dessert vegani recuperati apposta per noi e alla magnifica atmosfera familiare che si respira a pieni polmoni, abbiamo posto alcune domande sulla nascita di Nora.
Ecco quello che ci hanno raccontato…

Chi, come, quando e perché

Denise, antropologa palermitana con uno spiccato talento per la vendita, da quasi sette anni a Torino, correttrice di tesi su argomenti vari, grande esperienza libraria nonostante la sua giovane età, mamma di una magnifica bambina bionda con occhi magnetici celesti; Vincenzo, epocale lavoro nel settore della ristorazione (ambiente purtroppo ancora fortemente influenzato dall’omofobia), grande cinefilo, appassionato non-descrittore di se stesso e innamorato pazzo del suo compagno… sono loro le menti ed i cuori di Nora Book & Coffee.
Denise ha trovato il locale giusto sbirciandolo da fuori, ed attraverso le finestre se ne è perdutamente innamorata. Un amore così non lascia mai scampo.
Ok, facciamolo. Facciamo nascere Nora!
Risparmi di tutta una vita ed investimenti concessi hanno dato il via alla concretizzazione del progetto. Non solo denaro, soprattutto tanta passione e volontà, fiducia, voglia di non mollare. Amici architetti pronti a creare progetti fantastici per lo spazio adatto al sogno in potenza; diversi editori hanno dato in conto-vendita i propri libri con grande fiducia; un fornitore di caffè (Caffè Giuliano) filosofo e sapiente ha saputo trasmettere la passione e la cultura del caffè ad entramb*; supporto familiare come se piovesse: ecco com’è nata Nora. Grazie alla collaborazione di molteplici risorse messe in campo, di più cuori in condivisione.
Nora ha tre genitori: Denise e Vincenzo… e poi c’è Cinzia.
Questa è una storia che vi piacerà…
Cinzia è la mamma di Denise, socia a tutti gli effetti, super femminista, fortemente gayfriendly, che una mattina si è svegliata di ottimo umore ed ha detto a Denise, con una fermezza materna che non ammette repliche: “Il momento è ora, Denise. Ora o mai più.” Infatti, ora o mai più.
Il sostegno emotivo ed economico che Cinzia ha messo in campo per la riuscita della difficile impresa è degna di essere narrata nei secoli dei secoli. Nora è nata anche grazie al cuore di Cinzia, al suo coinvolgimento, alla sua decisione di cambiare vita e giocarsi tutto affinché questo spazio potesse nascere.
La mamma è sempre la mamma, e con mamme così il mondo diventa davvero un luogo migliore dove i sogni prendono corpo.

dscn0005
Dentro il cuore del Nora Book & Coffee

Perché in via delle Orfane?
Perché il Quadrilatero Romano sta cominciando a risvegliarsi grazie ad attività che stanno aprendo in questi ultimi mesi e che apriranno in un futuro molto prossimo grazie alle idee di giovani imprenditori ed imprenditrici, nuova energia e nuovi sogni che attendono di diventare realtà.
Nora ha tutte le carte in regola per diventare l’ombelico del mondo, una casa per le persone che sognano di condividere spazio, tempo ed idee con il resto dell’umanità. Qui le differenze umane sono IL valore aggiunto e la libertà personale è un must assoluto.

Alla domanda specifica “Perché una libreria di genere-i?”, Denise ci guarda dritto negli occhi e ci risponde senza dubbio alcuno: “Perché è fondamentale che esista un luogo così. Ce n’è bisogno, è per me necessario.”
Vincenzo ci racconta un simpatico aneddoto che riguarda l’esperienza che hanno avuto in un’altra libreria rinomata per avere una parte dedicata alla saggistica e narrativa di genere: uno spazio miserio, un’anta minuscola considerando la metratura della libreria in questione, dove l’unico materiale reperibile era di tipo pornografico, una sorta di catalogo di peni di varie misure.
Risate generali comuni, ma anche una interessante restituzione… ci guardiamo ad otto occhi e ci diciamo mentalmente: “Di Nora c’era proprio bisogno!”.
Nulla in contrario, ma i cataloghi di peni li lasciamo alle antine tristi, qui si fa sul serio.

dscn0014
Una sbirciatina dalla vetrina del Nora Book & Coffee

Non solo Nora è lo spazio umano che mancava, ma è anche il contenitore e la forma che offre la possibilità di fare cultura di genere-i in maniera democratica ed orizzontale, fuori dalle associazioni a tema, dai collettivi, dalle assemblee dove ce la si canta e ce la si suona sempre fra persone attive-attiviste riguardo a determinati argomenti (vedi femminismi o LGBTI+). Uno spazio aperto alla cittadinanza che arriva a varcare la porta di Nora in cerca di ristoro e si trova a scoprire mondi inaspettati.
Nel sogno di Denise, ed ora anche di Vincenzo (e di Cinzia, oh yeah), Nora esiste per abbattere lo stereotipo, per andare oltre l’idea preconcetta, per permettere la libertà dentro le sue mura, per dare l’input primigenio verso il cambiamento fuori dall’intellettualismo accademico che si crede figo a tutti i costi, oltre il ghetto attivista spesso escludente che respinge ciò e coloro che non riconosce come affini, cominciando dalla strada (nella sua migliore accezione). Qui si fa Cultura senza distinzione di età, geografia umana, esperienze, identità, orientamenti, lotte ed ideali.
Quando ci si incontra senza barriere, ci si arricchisce reciprocamente.

L’unione fa la forza

Ciò che colpisce subito è il legame fortissimo che unisce Vincenzo e Denise. 13 ore giornaliere trascorse sempre fianco a fianco, tutto lo stress pre-apertura affrontato insieme giorno dopo giorno, momenti di sconforto superati grazie ad un’alleanza umana capace di superare qualunque cosa, notti insonni condivise, conti su conti che alla fine quadrano. E poi il pranzo, momento di relax e di stacco assoluto che è divenuto un rito irrinunciabile.

dscn0004
Qui i libri fioriscono…

Denise e Vincenzo formano un microcosmo di bellezza e serenità, di gioia e condivisione umana davvero toccante, splendida. Oltre a tutto ciò, come se non bastasse, sono di una simpatia che travolge ed affascina, che contagia in pochi secondi.
Guardarl* ed ascoltarl* è stata un’esperienza di assoluta grazia. Una ragione per essere grat* a fine giornata.

Spoileeeeeeeeeeeeeeeeeeeeerrrrrrrrrrrrrr

Denise ci anticipa che questo sarà un inverno mooooooooooolto intenso.
Si parte dal corso di Calligrafia, per poi passare agli incontri sul genere in relazione al lavoro, al futuro Club del libro ed ai corsi sull’Amor proprio dedicato alle giovani adolescenti, per arrivare alle presentazioni di libri su vari temi di autrici e autori giovani e meno giovani decisamente cool…
Tutte attività pensate per aprire un po’ di teste.

Come avrete capito i punti di forza di Nora sono in primis Vincenzo e Denise, l’accoglienza e la simpatia che donano a chi entra dalla porta di Nora, lo straordinario contatto umano dato dal consiglio letterario e dall’attenzione riservati al-la cliente, l’ampia selezione dei testi che accontentano grandi e piccin*, l’ottimo caffè e l’atmosfera ricca di good vibe e allegria che permane nelle sale.

dscn0010
Ormai conoscete il nome, ormai conoscete la via… non vi rimane che entrare!

Cercate Nora Book & Coffee su Facebook, cliccate MI PIACE sulla pagina, seguite e partecipate alle attività delle prossime settimane e fatevi un regalo: andate a conoscere Denise e Vincenzo e prendetevi un momento di relax per assaporare un buon Caffè Filtro, una tisana o un estratto.
Ci vediamo lì. 😉