Quando lo yang la fa da padrona

Sbilanciatissima. Più sbilanciata di così io non so!

Lavoro (che peraltro adoro) superyang: solleva gli scatoloni, sposta questo, accasciati a contare i prodotti come se non ci fosse un domani, due traslochi in pochi giorni, forza richiesta: yang a palla! Fighissimo eh, mi è solo sfuggito un dettaglio piccolo piccolo: che tutto questo assolutismo yang mi avrebbe presentato una fattura abbastanza alta.

Put your hands in the hair per il supremo yang che la fa da padrone!
Del tipo: chi ha visto il mio yin? Qui non c’è, no, qua neppure, non è che per caso lo avete visto voi?
Per chi, come me, ha un Gendertao (non cercatelo su internet, me lo sono inventata io qualche mese fa per esprimere al meglio ciò che mi appartiene e se desiderate saperne di più vi invito volentieri a cena!), l’equilibrio non proprio millimetrico ma necessariamente ben bilanciato, è fondamentale, perché sennò poi incorro allo spaccamento del millennio.
Raccoglietemi con il cucchiaino o voi che entrate!

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Simbolo del Tao: yin e yang sempre uniti

Ignoriamo bellamente (e con la mia proverbiale arroganza, marchio di fabbrica della mia tribù) ‘sto yang in ogni dove e in ogni quando, facciamo pure che fingiamo di non provare nulla se ci sentiamo solo metà corpo, metà facoltà attive, metà vita mancante.Risultato: non proprio positivissimo.

A.A.A. Cercasi yin smarrito

Una gestualità continua che fa parte del mio patrimonio yang, linguaggio performativo made in yang (con tanto di parolaccioni mentali inclusi, puro stereotipo, I know!), manifestazione di emozioni.assetti.fantasie in linea con la migliore tradizione exclusiveyang, abiti indossati in perfetto stile “loyinèmortopersempre” anche se si tratta di capi trovati nel reparto DONNA; insomma, yang everywhere e lo yin smarrito patisce ma non sta a guardare…

Come ti riporto lo yin nella vita in una sola mossa: fase uno…

Per controbilanciare la supremazia yang, ecco una trovata geniale delle parti del mio Sé, che per una volta si sono unite tipo lega dei supereroi, vedi Avengers del Sé: la caduta rovinosa!

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Segnale di pericolo d’inciampo: caduta rovinosa in agguato

Diciamo che per fermarmi e riascoltarmi, per rimettere in equilibrio tutte le mie parti, anche e soprattutto quelle che riguardano la molteplicità che compone il mio genere (Gendertao, già citato sopra), per comprendere dove ho smarrito la via e riprenderla in corsa, il mio potente Sé ha deciso di ricorrere alle maniere forti.
Ora, per chi conosce le mie somatizzazioni estreme, non ci sono grandi sorprese: distorsione della caviglia e del piede sinistro. E fin qui… se non contiamo che quattro mesi fa mi sono lesionata l’altro, nulla di che.

N.B.: Se vi state sganasciando dalle risate pensando che sono un caso umano: sganasciatevi pure senza controllo, ne avete tutto il diritto, l’ho pensato anche io! Sono un caso umano, ne ho ora conferma!

Diciamo che con questo fermo di 15 giorni effettivamente ho avuto modo di ripigliarmi un po’ di yin tornando alle attività che mi permettono di mantenerlo alto, vedi letture, studio, arte, e tutte le attività che mi permettono di far riemergere gli assetti ad esso collegati.

Però, e ci sono dei però piuttosto fastidiosi…

Corso di taglio e cucito serio cercasi

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Corso di taglio e cucito per il Gendertao

Egggggià, perché se da un lato far scompensare così tanto la mia parte yin mi lascia prostata e mi fa sentire attraente come un parafulmine, dall’altro mi conduce per mano verso l’insostenibilità dell’abito indossato. Ultimamente non c’è nulla che mi piaccia indossare, gli abiti sono i miei peggiori nemici, mi sento scomoda in qualunque pelle. Non sopporto il taglio di capelli, il corpo è sconquassato, la libido in calo vertiginoso nei momenti più impensati e la tremenda consapevolezza di vivere in un momento storico.personale nel quale ogni accessorio e pezzo di stoffa non mi rappresentano, mi porta a riflettere sul mio Gendertao e sull’importanza di mantenere ogni mia parte sveglia, completa, in movimento, coesa con l’altra.

Yin e yang: la via del Tao nel gender

Quando parlo di yin non mi riferisco al termine più comunemente conosciuto come “femminile”, perché lo yin è un insieme di assetti ed energie che chiamare femminili, quando la femminilità è puramente performativa, oltreché cresciuta e dedita alla performance, è assurdo; così come chiamare “maschile” ciò che compone lo yang è un pelino fuorviante.

So bene che il mio genere è composto in maniera permanente dallo yin e dallo yang, non sempre presenti in ugual misura, ma la cui compenetrazione è fondamentale per il mio equilibrio psico.emo.fisico. Sono sempre presenti entrambi, dipende solo dalla percentuale di presenza manifestata in un certo momento o in un certo ambito e quando uno di essi non trova la via per esprimersi o è completamente sottomesso dall’altro… ecco, beh, accadono cose non troppo piacevoli.

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Bilancia con i suoi pesi d’equilibrio

In queste settimane di scarso equilibrio, di insostenibilità dell’abito dentro cui far abitare il corpo, di somatizzazioni creative più o meno importanti, cerco altre vie ed anche nuovi significati di esistenza.

Il genere è tante cose, a volte la rappresentazione di grandi mancanze, di grandi dolori e vuoti, ma anche di nuove prospettive e possibilità, di altre strade da percorrere.

Tenetevi pront*, la Via è già qui.

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