MEZZOSANGUE

Meglio vedere lo sputacchio di gengive sanguinanti nel lavello del bagno, piuttosto che mostrare il sangue mestruale in uno spot pubblicitario. Meglio vedere ossa spaccate, muscoli strappati ed operazioni a cuore aperto in una comunissima trasmissione televisiva o film o serie tv, piuttosto che vedere anche una sola goccia di sangue mestruale. Meglio piscio, merda e vomito come se piovessero dal cielo, piuttosto di parlare della possibilità di disquisire sul sangue mestruale.

Il sangue mestruale, così come la mestruazione in sé, è cosa di donne, non serve parlarne fuori da gruppi femminili e femministi, maccheschifo!

Molto si muove nel mondo femminista per togliere (apparentemente) lo stigma al sangue mestruale, alla mestruazione, alla ciclicità della donna biologica, eppure qualcosa mi sfugge e mi infastidisce profondamente.
Se da una parte possiamo dire che la mestruazione è cosa di donna, io sostengo a gran voce che invece è anche cosa di uomini, è cosa di tutte le persone. Non solo le donne hanno le mestruazioni, ma ce le hanno anche gli uomini trans che hanno fatto e stanno facendo un tipo di transizione non obbligatoriamente di tipo ormonale. Persone che vengono e chiedono di essere socializzate come uomini hanno le mestruazioni. E allora di cosa stiamo parlando?
Spesso e volentieri lasciati indietro, questi uomini! Se una persona socializzata come donna dice di avere il ciclo e di sentirsi poco bene, anche solo da un punto di vista empatico, scatteranno meccanismi di simpatia, tenerezza e preoccupazione, ma se è una persona socializzata come uomo, a dirlo, cosa accade? A parte magari un’incredulità iniziale, la tendenza quale pensate che sia? Meditiamo, gente, meditiamo…

Seguo ottomila gruppi femministi su Fb e non, el Camino Rubi (blog e progetto di educazione mestruale spagnolo) e tutto ciò che posso sulla questione collegata alla non medicalizzazione del corpo, e quando si tratta di mestruazione e di tecniche per alleviare fastidio.dolore.disagio collegati al ciclo mestruale… spesso mi scatta la furia. Perché, mi chiederete…

Perché si parla sempre e solo di tisane, di coccole, di masturbazione, di riposo, di tempo per se stesse, il che è del tutto condivisibile.importante.rispettabile, ma la mia domanda è: “Tutto questo è eccellente per imparare a prendersi cura di sé, ma in questi giorni di bellezza ciclica e mestruata, il-la nostr* partner (ma anche amici, amiche, figli*, genitori e le persone che ci vogliono bene in generale), dove si suppone che sia?” Nel senso: io sto con il mio corpo, imparo tutta la trafila (femminista) per prendermi cura di me stess*, mi masturbo, mi riposo, mi rilasso, mangio bene, bevo tisane e… dove faccio tutto questo? In una bat-caverna ai piedi dell’Everest?

Francamente non credo che milioni di esseri umani che mestruano ogni santissimo mese che dio manda in terra siano tutt* single e solissim* al mondo senza nessuno (caxxxxxo è, un’epidemia di sterminio da film horror?)! E quindi? Non credo che chi fra noi ama ed è amat* e condivide spazio.tempo.indirizzocivico con la-il partner.amore della propria esistenza (o altre persone correlate, vedi sopra) viva in una sorta di stanza mestruante in cui si ritira una volta al mese per poi riemergere quando le mestruazioni terminano.

Questo significa che chi fra noi è emotivamente.fisicamente.vitalmente accompagnat* si relaziona con l’Altro, con il corpo della-e persona-e che ci è-ci sono accanto.

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Credo, in tutta onestà, che prendersi cura di se stess* sia un processo educativo.emotivo.fisico.spirituale necessario per essere felici, ma anche permettere alla persona che ci è accanto (qui parlo in maniera specifica della relazione all’interno di una coppia, quando esiste) di stare con il nostro corpo quando e come lo desideriamo entramb*, sia fondamentale per incontrarsi.condividersi.conoscersi.rispettarsi.amarsi.
Vedo l’Inception di un’idea, qui: si fa di tutto per dire che le mestruazioni sono ok, che sono cool, ma di contro ci dicono continuamente di prendercene cura da sol*. Oh, mai che nel manuale della perfetta mestruazione ci sia la voce: “Quando lo desideri, durante le mestruazioni, condividi la masturbazione con il-la tu* partner e viviti il piacere in coppia e fai tante belle cose con lui-lei”. Mai!

Cioè, fammi capire: questo vuol dire che mi devo smazzare la mia ciclicità, anche da un punto di vista erotico, oltreché emotivo.cognitivo, sempre da sol*? Ma perché?
In questo ci vedo una perpetuazione dello stigma, solo traslato, che non è né meglio né peggio, è solo cambiato.

Per chi conosce anche solo sommariamente le dinamiche della ciclicità (declinata al femminile biologico, per capirci), sa anche che invece l’affetto, la tenerezza, la vicinanza durante i giorni delle mestruazioni sono fondamentali: anziché consigliarci di fare indigestione di cioccolato fondente, mirtilli e legumi, e ingerire la qualunque di farmaci studiati apposta per noi (tu pensa che culo!) magari diciamoci e diciamo alle persone che forse è più funzionale un abbraccio, una carezza, un’attenzione, anche una condivisione del desiderio.tempo.spazio con il corpo della persona che desideriamo al nostro fianco.

Il corpo, anche durante le mestruazioni, rimane un corpo desiderante, anche di altre cose, non solo di pratiche sessuali estreme e non! Consideriamo la possibilità di condividere il nostro corpo ed il nostro sangue con chi desidera esserci, con chi desidera rimanerci accanto e di fare un percorso insieme, di condivisione e di dialogo fra corpi.energie.assetti.

Il sangue è intoccabile solo quando si pensa che lo sia, quando la società (ahimè anche femminista di un certo tipo) ci indottrina a tenercelo per noi o, al massimo, a condividerlo con altre bio.donne obbligatoriamente ed esclusivamente.

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Prenderci cura di noi stess* non significa escludere l’Altro, toglierlo di mezzo in un momento specifico del mese perché le mestruazioni sono solo nostre e noi ce le dobbiamo vivere in maniere esclusiva, spesso escludente, in maniera completamente arbitraria.

Possiamo evitare di creare a tutti i costi scissioni, fratture e respingimenti, ripetere e mettere in atto un tipo di performatività discriminante anche e soprattutto linguisticamente fisica (vedi sotto la voce: gli uomini non possono capire noi donne perché non c’hanno le mestruazioni!) e scegliere altre vie di vicinanza, di spiegazione (ci sono emozioni.assetti.sintomi fisici che è vero che l’Altro non prova.sente.vive, ma questa non è una sua colpa, è semplicemente un fatto. Biologico).

Prendiamoci cura del nostro corpo, permettiamo però che anche chi ci ama ci rimanga accanto, che si tratti di un* partner, amico, amica, genitore, figli*. Andiamoci.veniamoci incontro, stiamo, restiamo, viviamoci la sacralità di un momento bellissimo ed importante per corpo.mente.spirito.

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