IN UNA SOLA PERSONA

Questo è il titolo italiano di un libro magnifico del mio amatissimo John Irving, scrittore americano geniale e potentissimo.

In una sola persona, tutto in una sola persona, questo noi siamo. Tutt* noi.

Dopo settimane passate a farmi venire “l’ansia da definizione”, mi sono detta: “Mobbbbbasta!”

Troppe definizioni, troppi nomi, troppe categorie, troppo di tutto e vaffanculocon’stinomimaledetti!

Questa era la mia lista di definizioni applicabili a me stess*:

  • Persona altamente sensibile (PAS)

  • pansessuale

  • pangender

  • demisessuale

  • queer

  • donna biologica

  • persona multipotenziale (o scanner)

  • vegan*

  • antispecista

Santisssimocielocheansiamammamia!

Poi l’illuminazione sulla via del Maurice…

Domenica scorsa, durante un caffè lungo ottantaore, parlando con Mar(i)c(k)o e Beatrice, new- entry nella nostra vita, mi sono smembrat* davanti ai loro occhi per riformarmi liquida questa settimana.

Non vi dirò cosa ci siamo dett* di preciso, mi ci vorrebbe davvero troppo, ma posso dirvi che alla fine mi sono res* conto che l’unica cosa che desidero davvero dire di me stess* è che sono una persona. Non sono queer, vegana, antispecista… no, sono solo una persona.

Al limite posso dire che faccio l’attivista queer, che mangio vegano, che vivo una vita seguendo un focus antispecista. Fare, non essere. Mettere in atto, non essere quell’atto.

Mi sono res* conto di aver confuso l’essere con il fare, sovradeterminandomi e lasciandomi sovradeterminare bestialmente.

Dopo essermi desnortead* (aver perso il nord, in lingua portoghese), rieccomi!

Tutto ciò che sono e faccio e penso e sento in una sola persona: Marta. Solo Marta.

L’ansia è svanita, mi sembra di aver perduto 20 kg, viaggio legger* nella mente, mi riprendo pezzi miei, lascio i piedi scoperti, mi passo lo smalto sulle unghie, gioco con le bolle di sapone, invoco l’amore morto, guardo ossessivamente quei film che mi fanno tirare su dal divano e compiere azioni folli come agitare il mio adorabile culo, cantare a squarciagola a mezzanotte per grande gioia del nostro vicino Fabrizio che ci detesta, scrivere lettere d’amore alla notte, sbocconcellare poesie di furia nel mio personalissimo Kaddish funebre… e tutto questo non si chiama in nessun modo, eppure io sono dentro in pieno e faccio questo… come la mettiamo?

Non mi serve definire quale orientamento sessuale ho, a quale sesso appartengo, qual è la mia identità di genere… definire non significa spiegare, non significa dire, non significa confrontarsi. Opinione personalissima. Definire significa applicare nomi, etichette, incasellare, sovradeterminare, categorizzare, perdere qualcosa di molto importante di noi nel momento in cui adottiamo una parola piuttosto che un’altra per dire all’Altro qualcosa che ci rappresenta.

Noi siamo esseri mutanti, una definizione di oggi dopodomani non andrà più bene.

Chi ci chiede di noi e si accontenta della definizione, forse non ha tutta questa voglia di conoscerci. Dire di noi merita accoglienza, necessita ascolto, vuole tempo. Lasciamo perdere la possibilità di presentarci in 3 secondi con parole simili a quelle incrociate da Settimana Enigmistica, fanno pietà.

Parlarsi, comunicarsi, confrontarsi, accogliersi… tutte azioni che vogliono una specifica: un linguaggio comune per intendersi, e per farlo si ha bisogno di trovare terra neutra su cui risignificare insieme di cosa stiamo parlando.

Chi sono io? Una persona, solo una persona, incredibilmente solo una persona.

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3 thoughts on “IN UNA SOLA PERSONA

  1. definire non significa incasellare, significa definire: io mi definisco un uomo etero cisgender, non è una gabbia, è ciò che sono è la mia identità tutti ne abbiamo una (alcune identità sono statisticamente più frequenti ma sono tutte leittime), sono anche altre cose ovviamente (un ateo, un cittadino italiano, un lettore di romanzi ecc..), ma definirsi non è ingabbiante e non vuol dire odiare chi è diverso. E ovviamente l’essere uomo non è in contrasto con l’essere persona ma ne fa parte, uomini e donne sono persone,è implicito. Che vuol dire definirsi solo come persone? L’ho sempre trovato un po’ riduttivo. Siamo persone e siamo uomini, siamo donne, etero, bisessuali, omosessuali, bianchi, neri, religiosi, con le nostre diversità e con gli stessi diritti e la stessa dignità

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    1. Per molte persone, come per me, la definizione, o le definizioni, hanno rappresentato invece incasellamenti, gabbie, sistemi linguistici di deportazione.
      Mi fa molto piacere che tu definisca te stesso senza alcuna difficoltà, e che in questa defizione tu senta libertà.
      Per me, al contrario di ciò che rappresenta per te dire o scrivere “Una persona”, significa molto. Moltissimo. Più di tutto.
      Grazie per la tua condivisione e per la tua posizione espressa, per aver trovato il tempo di leggere il post e per il tuo commento.
      Un saluto.

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      1. grazie a te. voglio solo un mondo in cui si possa essere persone e uomini, donne, etero, omo, bisex, cisgender, transgender, essere persone comprende tutto questo non lo esclude. Non credo nelle definizioni neutre che uniformano tutto
        credo che siamo uomini e donne (e quindi persone) con gli stessi diritti

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