SE DAVVERO CI IMPORTASSE DELL’INFANZIA…

Diritti qui, diritti là. Striscioni a destra, striscioni a manca. Slogan su, slogan giù. DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI! Ma per favore, se davvero ci importasse dell’infanzia…

In queste ultime settimane ne ho sentite di tutti i colori, come voi, presumo.

A parte una feroce acidità di stomaco, gastrite psicosomatica da FAMILY DAY con le cifre truccate e l’erba vuota, sono abbastanza incarognita per un’altra questione che mi toglie il sonno e che mi rende simpatica come un infarto al miocardio: l’infanzia strumentalizzata. Bambini e bambine USAT* senza vergogna come arma di distrazione di massa dai media, ma anche, e soprattutto, dai propri genitori per portare avanti e difendere ideologie pazzesche da tardo Medioevo.                            Ora, due cosine fatemele scrivere ché sennò mi viene un ictus: quali bambini e bambine, quali adolescenti state mettendo sulla croce per difendere qualcosa che nessuno sta minacciando di togliervi? Nessuna sottrazione, qui si sfiora l’idea paranoica-persecutoria!

Quali sono questi figli e figlie che voi mandate avanti per sostenere una battaglia incivile, barbara e priva moralità? Di chi sono queste figlie e questi figli? Vostri, certo… perché li avete partoriti voi? Perché li avete cresciuti? Perché il buon semino si è unito con il buon ovulino?

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Mo’ veramente bbbbbasta!

Ho trascorso dieci anni della mia vita, e ancora trascorro il mio tempo, fra bambini, bambine, neonati e adolescenti di tutte le età, non solo in Italia ma anche in altri Paesi europei e non, e quello che ho visto durante tutto questo enoooooooooooooooorme tempo è lo schiacciante menefreghismo e noncuranza da parte dei parents nei confronti dei pargoli. Per un lungo periodo ho dovuto smettere di occuparmi degli infanti non perché non me ne importasse più, ma perché odiavo i loro genitori. Li odiavo, sul serio, con tutta l’energia che avevo in corpo. Ero diventata una palla di furia inavvicinabile, perché non riuscivo a comprendere come li si potesse trattare così senza che nessuno agisse o facesse qualcosa in merito. Il verdissimo Hulk, al confronto, era un timido scolaro!

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Questa sono io nei miei momenti di furia… Statemi alla larga! Uomo avvisato…

Ho visto bambin* sporch*, denutrit*, lasciat* a se stess*, dimenticat*, affamat*, non curat*, non seguit*, figl* di genitori che non avevano la minima idea di come si facesse, il genitore, e a cui non importava nulla di imparare questo mestiere. Questo non accade soltanto nei Paesi del terzo mondo, accade pure nella modernissima e civilissima Europa, gente! Open your eyes!

Ho visto genitori maltrattare verbalmente e fisicamente i propri figli e le proprie figli, insultarl* in mezzo alla strada, mandarl* e scuola senza aver dato loro il cibo sufficiente per tenersi in piedi. Ho visto bambin* calzare ciabattine infradito sotto una pioggia torrenziale ed essere spedit* a scuola con la febbre alta o il vomito perché a casa davano fastidio. Io queste cose le ho viste sul serio, e mi hanno strappata per sempre, ed ho odiato i genitori fino a schiumare rabbia dalla bocca.

Vedo oggi bambin* e adolescenti essere ignorat* completamente da chi li ha messi al mondo, probabilmente troppo occupati dal lavoro, dalla casa e dai mille impegni che riempiono la giornata. Infanti e giovani si muovono per casa dentro un corpo fantasma, dentro una casa che li ignora, accanto a genitori che non li conoscono e con cui scambiano qualche parola la sera a cena davanti all’ennesimo, falso, tiggì. Bambin* e adolescenti abusati, sì abusati, dai genitori: un abuso non è solo un atto di violenza fisica, ma è anche la costante incapacità di comprenderl*, ascoltarl*, di voler dire o fare con loro qualcosa di diverso, che li diverta, che doni loro la fiducia in se stess* di cui sono così carenti. Un abuso si verifica anche quando abusate del loro amore nei vostri confronti, della loro pazienza, della fiducia che ripongono in voi.

Diciamola questa scomoda verità: per quante vaccate possiamo fare, un* figli* difficilmente smetterà di amarci, di cercare il nostro amore e la nostra protezione. Per questo ce ne approfittiamo, perché sappiamo di avere un margine molto ampio di perdono dentro il quale svaccare, lamentandoci vergognosamente con amici e parenti del fatto che questi figli e queste figlie non sono perfett*, non sono come noi li vorremmo e che per questo ci deludono costantemente. Pigri, scostanti, volubili, arrabbiati, noiosi, asociali, senza spina dorsale, privi di passioni e ideali, irritanti, indolenti, sporchi, indecisi, volgari, disinteressati a tutto, sboccati, crudeli, stupidi. Mica come noi! Noi, alla loro età…

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Ma vaffanculo!

Quanti di voi si reputano buoni genitori? Quanti di voi? Alcuni fra voi lo sono stati senz’altro, altri lo sono ed altri ancora lo saranno, su questo non c’è dubbio, ma altri sono stati, sono e saranno genitori di cui i propri pargoli saranno costretti a vergognarsi per il resto della vita e questa è una sensazione devastante. Io lo so, ho attraversato questo sentimento di vergogna e fa veramente schifo.

Prima di provare vergogna per un figlio o per una figlia, assicuratevi che non si verifichi il fenomeno contrario. Fate loro almeno questo favore, please!

Ci sono milioni di bambin* abbandonat* in strutture di stampo nazista che custodiscono gelosamente figli e figlie di genitori etereosessuali, figl* scartat*, abbandonat*. Non solo non li avete volut* voi, ma non volete neppure che altre persone possano volerl*, amarl*, occuparsene, dare loro una vita degna, piena di amore e di attenzioni genitoriali. Perché?

La butto lì, ok? Perché significherebbe portare alla luce i vostri fallimenti, le vostre vergogne, i vostri abissi, le vostre cose irrisolte, le vostre enormi vergogne. Come sempre, qui si parla sempre e soltanto di voi, di che cosa Voi volete, di ciò che Voi considerate giusto, di cosa Voi difendete a spada tratta come verità inalienabili.

Una coppia omosessuale che desidera adottare un bambino o una bambina che voi avete scartato e lasciato indietro, non è in grado di farlo perché vi sembra un gesto abominevole. L’abbandono senza possibilità di rimarginazione è un gesto abominevole, chiedere ad un* figli* di essere infelice per sempre a causa di una vostra scelta è abominevole, impedire ad una famiglia di due persone che si amano di prendersi cura della vita al posto vostro, è un gesto abominevole.                                 Se desiderate difenderl* davvero, con onestà, sarebbe auspicabile cominciare con il difenderl* da voi stess*, dalla casa nella quale sono costrett* a vivere in una infelicità e frustrazione perenne. Cominciate a difenderl* dal vostro stress, dal vostro stile di vita che non appartiene loro, dalle vostre decisioni votate dall’ego.

Un’ultima cosa: difendere i vostri figli e le vostre figlie significa anche scendere in piazza per difendere i diritti delle persone LGBTIQA, perché queste persone che così tanto vi infastidiscono… sono nate da voi, sono i figli e le figlie che avete cresciuto e partorito e che portano i vostri geni. I figli e le figlie LGBTIQA da dove credete che arrivino? Non l* porta la cicogna, sono vostr*.                                                        Dentro le vostre case, rasenti ai muri per non darvi fastidio, spesso nei silenzi di disagio e nelle ore di lontananza, cresciamo noi, figl* vostr*. Non ci conoscete, non sapete nulla di noi e vi importa di noi finché siamo piccin* e poi neanche sempre. Ereditiamo il colore dei vostri occhi, la forma delle vostre ginocchia, il magnifico modo che voi avete di ridere.

Veniamo da voi, siamo vostr* e voi non lo sapete. Andate a manifestare in piazza contro di noi, contro i nostri diritti di amare, di formare una famiglia, di crescere e adottare figl* che ameremmo molto e di cui ci prenderemmo grande cura perché li avremmo a cuore, perché noi l* vedremmo, perché di loro ci importerebbe tantissimo. Perché?

Ci obbligate a nasconderci per anni, ci obbligate ad ascoltare barzellette e battute che ledono la nostra dignità, senza voler sapere davvero di noi. Di chi siamo e di come siamo e di chi scegliamo di essere e di diventare attraverso metapercorsi, processi e trasformazioni (cognitive, emotive e fisiche) altamente dolorosi, devastanti, spesso vissuti ed affrontati in completa solitudine, emarginazione, violenza, sottovivenza.

MOGLI E COMPAGNE ETEROSESSUALI, un avviso a titolo gratuito…

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mentre sfilate orgogliose al fianco dei vostri mariti al FAMILY DAY, sappiate che la maggior parte di loro si spacca di porno, mentre voi non ci siete, cercando maniacalmente video in cui di eterosessuale non c’è veramente nulla. E c’è anche una buona percentuale fra loro che queste fantasie masturbatorie le realizza sottopagando un corpo che esiste solo nel momento in cui li soddisfa sessualmente, ma al quale non viene riconosciuta una visibilità-dignità sociale, culturale, giuridica ed economica.

Quale FAMILY DAY? Quali famiglie? Quelle nelle quali le donne si ammazzano di fatica per crescere i figli e le figlie, mentre il marito è in ufficio tutto il giorno a fare carriera? Quelle nelle quali le donne non hanno parità di diritti ma solo di doveri? Quelle nelle quali le mogli e le compagne, dopo anni di umiliazioni e di abusi di ogni genere, vengono ammazzate brutalmente? Quelle nelle quali le donne sono insoddisfatte, frustrate, e non tutelate nemmeno dallo Stato nel momento in cui decidono di diventare madri? Stiamo parlando di queste famiglie?

Per cortesia…

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