(non) MATERNITÀ QUEER

21 dicembre… è nata Giorgia, la nostra nipotina number 4.
Quarto fiocco rosa facente parte di una stirpe di femmine biologiche potentissime. Una famiglia di fiocchi rosa ogni pochi anni.
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Momento regalo: abiti e accessori. Ci andiamo con Lady B., la matriarca, la pluri-nonna della cucciolotta umana.
Alla fine prendiamo un abitino bianco con un ricamo rosso, pantaloni con il cavallo basso a righe colorate e lui, l’abitino della semi-discordia: disegni a più colori con un difetto imperdonabile… averci pure l’azzurro in mezzo. Noooooooooooooooooooo, per una bambina l’azzurro noooooooooooo, quale disonore contro il binarismo, quale affronto alla norma femmina-rosa/maschio-azzurro. Noooooooooooooooo, ci sussurra Lady B. , voi siete dei sovversivi, radicali! Siamo troppo Queer, mi sa, per i suoi gusti. ‘Ste brutte cose non si fanno, povera criatura!
Peccato che pure la stanza dell’ospedale dove Giorgia ha vissuto i suoi primi due giorni di vita, e questa è legge karmica, sia completamente celeste. Uhuhuhu, vittoria a mani alte per il Queer!
Lady B., quando  è diventata madre, ci ha spiegato, non applicava le regole azzurrofobiche alle sue pargole ma, all’ora di diventare nonna, qualcosa le è cambiato nella mente. Ha fatto uno switch cerebrale pro-binarismo interessantissimo. Mamma radicale sì, nonna Queer no. Comunque, è una gran bella nonna, credetemi!
Mo’, sto a pensa’ con tutta la forza delle mie sinapsi motrici: ma io, che madre sarei?
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A parte la questione di rifilare al pargolo o alla pargola abiti a caso, senza senso e senza gusto estetico… come si fa la mamma Queer? Che cavolaccio è una mamma Queer? Ne avete mai conosciuta qualcuna? Una specie rara o che non è ancora rintracciabile dal radar poiché è in via di formazione?
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Abiti a parte, ma consideriamo anche i giochi, per esempio: Barbie sì, ma accompagnata dal Defender dei Carabinieri della Lego, My Little Pony anche, chiaro, insieme al parcheggio a più livelli delle Micromachines.
E il colore della cameretta? Rosa con elementi azzurri a macchia di leopardo o colori brillanti che abbiano un equilibrio ed un senso estetico che non facciano vomitare l’infante tutte le volte che va a nanna?
Son cose da considerare, siorre e siorri.
I libri delle principesse che aspettano il principe azzurro? Seeeeeeeeee, ma dove si è mai vista ‘sta storia? Meglio le nuove favole anti-binarismo, che ne dite?, dove le donne fanno un po’ quello che vogliono senza attendere che il lui le salvi e con il lui senza ansia da prestazione.
C’è altro? Fatemi riflettere un momento. Abbiamo detto: colori su abiti, pareti, giochi, favole…
Vi viene in mente qualcosa? Scrivete nei commenti, fatece ‘sto favore, daje!
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Ah, nel frattempo ho deciso che di fare la mamma proprio non se ne parla, almeno per ora, per un prossimo futuro poi vediamo, intanto raccolgo materiale, che magari mi potrà salvare la vita.
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