CONQUISTARE IL CORPO

Da giorni ho 32 trilioni di pensieri e domande sulla questione “Corpo”.

Adesso che mi sto facendo tutto ‘sto pezzone sul transitare verso una femminilità più profonda, adulta e pure più erotica (si spera, raga, qua si fa quel che si può!), mi vengono in mente le cagate più cagate sull’argomento. Sto guardando docu e film sul clitoride e sulla masturbazione femminile (questo anche perché sto facendo un corso specifico sull’argomento [sì, esistono dei corsi sull’argomento, grazieadio!], non è che mi sono ammaccata il cervello tutto in una botta sola) e arrivo ad un’unica conclusione possibile: il mio corpo, questo sconosciuto! Madoooooooooo, davvero ti viene da dire: “Non so dove mettere le mani”. Letteralmente. Noi alle metafore je spicciamo casa. E sono cavoli se a 33 anni ci rimani presa così male su ‘ste cose che, mi viene il leggerissimo dubbio, forse dovrei già conoscere da un tot ma no, non ne so niente. Sudori freddi di notte, brrrrrividi lungo il midollo: che brutta malattia, l’ignoranza!

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Rimedio, o cerco di rimediare a mio modo: rastrellamento a tappeto per trovare info che mi risolvano la vita e n’do cojo cojo… internet, libri, manuali, fotocopie illegali smazzate agli angoli di buie strade di periferia, racconti tradizionali sardi, leggende metropolitane narrate da madri, zie, sorelle, amiche e gente varia presa a caso dalla strada. Così, tanto per fare numero.

A parte il fatto di comprendere con l’onestà intellettuale imbarazzante che mi contraddistingue che sono informata sul corpo e sulla sessualità Queer forse come un bradipo norvegese albino, comprendo senz’altro che qui è una questione di riferimenti.

Sto andandoli, li sto andando, quale forma è migliore? Ma, non si sa, allora scelgo “li sto andando” a cercare (se avete delle rimostranze grammaticali/sintattiche/ortografiche/etiche, lasciate un commento alla fine del post. Grazie, la Direzione) ma la strada mi sembra un briciolino, o una ‘nticchia (zia Lucia docet) difficilotta, ma si parte.

Il corpo e la sessualità Queer. Cerca. Zero riferimenti. Ma caxxxxxxxxxxo! Facciamo un passo indietro, o meglio, laterale. Chi decide di transitare, di solito, verso un altro genere e, ma non obbligatoriamente, verso un altro sesso biologico? Le persone transessuali e transgender. Un punto per Marta. Dai, che qui non c’è un minuto da perdere!

Qualche settimana fa mi sono guardata i video bellissimi realizzati durante l’incontro annuale organizzato dall’associazione barcellonese “Cultura Trans”: tema di quest’anno, e qui tenetevi forte, “Conquistare il corpo”. I video mostrano i racconti delle persone transgender e transessuali che hanno deciso di condividere la loro personale esperienza con il proprio corpo. Storie magnifiche, super commoventi, che ti rimettono in comunione con l’intera razza umana e porca miseria pettinata, che bella umanità e che bei corpi! E ti senti come liberat@, parte di un mondo strabiliante e molteplice, complesso e permeabile alla bellezza.

E ti rendi conto che maschio-femmina, etero-omo, bianco-nero, sono vaccate di proporzioni bibliche. Il corpo, il corpo umano, è uno solo e dentro quell’unico uno ci entrano tutti i mondi possibili che riesci ad immaginare e a combinare.

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Ho adorato il titolo dell’incontro creato da Cultura Trans (http://culturatrans.org/) e me lo sono intascata senza ritegno. Conquistare il corpo… non vi sembra un titolo magnifico? Cosa significa “conquistare il corpo”, però? E poi, cos’è, prima di tutto, un corpo? E un corpo Queer? Macchina biologica perfetta, affare che ci portiamo dietro per tutta la vita che serve per contenere anima e psiche… c’è di più, gente, uuuuuuuuuh se c’è di più!

Perché mi ha fatto così tanta impressione questo titolo? Sarò spietata.

Corpo. Quale corpo? Il corpo che ignoriamo quotidianamente fino a quando si spezza? Quello che usiamo per trasportarci da un posto all’altro senza sapere manco dove abbiamo braccia e gambe? Dove avete le gambe, in questo momento, voi? E il collo, è rigido o rilassato? Corpo che nelle nostre vite non ha nessun peso, se non quando si ammala, e a quel punto diventa allora un nemico, uno scocciatore incommensurabile, una roba che si è inceppata e che bisogna far ripartire subitissimo e che ci fa perdere a pazienza. Maledetto, muoviti a funzionare a dovere!

E nella sessualità, il corpo, dove lo abbiamo lasciato? E nel sesso? Il corpo invisibile diventa improvvisamente visibile durante l’orgasmo o pochi attimi prima.

Il corpo è che cosa?

Forse, ma solo in un mondo ipotetico e fantastico, conquistare un corpo che sia e rimanga visibile significa, mi viene in mente così a freddo, scollegarlo dalla mercificazione del sesso, dallo sfruttamento della sola vista e ridargli onore, rispetto, tempo, cura e spazio. Ovvero, restituirgli tutto ciò che gli abbiamo sottratto, ma di cui necessita per essere integro. Che merita. Può essere, voi che ne dite?

Conquistare un corpo è starci dentro, respirare anche nei suoi dolori che sono poi i nostri dolori, attraversarlo, farci attraversare da tutti gli elementi che lo compongono e che lo cambiano continuamente, cambiando noi per sempre? Il corpo Queer è un corpo capace di ascoltarsi onestamente, un corpo nel quale desideri, attitudini, natura e cambiamenti sono accolti e presi in considerazione? Ed è, forse, il corpo Queer, fluido, senza limite ipocrita, senza museruola, che parla e soggettiva se stesso per il fatto di sentirsi pieno? O anche solo di sentirsi, a differenza di tutti gli altri?

Un corpo Queer è prima di tutto un corpo che contiene in sé il maschile ed il femminile e tutto ciò che vive nel mezzo di questi due estremi, che crea e lavora energie yang e yin e le sintetizza al meglio, che sa quale tipo di assetto usare in base alla circostanza? È un corpo che sa raccontare la verità di se stesso, che esiste senza chiedere perdono per il fatto di essere com’è?

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In un mondo nel quale tutto è pornografico, veloce, disintegrato, conquistare un corpo significa anche conquistare una sessualità, che non è conquistare il sesso, perché sono due cose differenti, è così?

Un corpo conquistato è un corpo aperto, sveglio, pronto alla vita, preparato all’evoluzione?

Come si conquista un corpo?

Alzi la mano chi sa rispondere a queste domande o semplicemente chi vuole provare a farlo… Lascio aperto il dibattito. Fatevi avanti!

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