QUEER IN DA HOUSE

Si fa presto a dire “Sono Queer” al mondo là fuori, ma qui dentro?

Diciamo che siamo bravissim* a scrivere il Manifesto Queer del millennio, gridiamo ai quattro venti da nostra Queeritudine, cerchiamo circoli, associazioni, forum, communities e affini dove possiamo dirci, affermarci, chiamarci innegabilmente, incessantemente, con soluzione di continuità “Queer”. Un applauso, ce lo meritiamo!

Le cose cambiano una ‘nticchia (espressione che mia zia mi porta direttamente da Mola di Bari) quando la Queeritudine la dobbiamo vivere fra le mura domestiche e in famiglia, a volte pure in coppia.

Dunque, vamos por partes:

  • Sssiorri e ssssiorre, direttamente sottratta al femminismo antico, radicale, post-coloniale, post-apocalittico, della terza ondata, post-moderno e tutti i nomi astrusi che ci siamo inventate noi femministe: LA QUESTIONE DEL RUOLO NELLA GESTIONE DELLA CASA. Oppaaààààà. E qui caschiamo tutt*. Commovente dirmi che sono una persona Queer, che sono una femmina femminista, che il Queer ci mette tutt* sullo stesso piano e che le faccende domestiche, così come l’educazione dei pargoli che ooohhhmioddddioperfortunanonho, sono cosa di entrambe le parti della mela romantica. Seeeeeeeeeeeeeeee, certo, come no! Sto con un bio-uomo, Queer anche’egli, bravissimo a passare l’aspirapolvere e a lucidare il bagno, a cucinare e a ritirare i panni stessi ma… ma quando si tratta di mettere a posto casa nel quotidiano io sono come impossessata da un demone di casalinghe morte sul rogo e non rispondo di me. 4Che so! Diciamo che è mooooolto radicata in me ‘sta roba che per essere una femmina che è quasi riuscita a diventare una donna la responsabilità maggiore della casa mi tocca. Nel senso che tocca a me. Mi rilasso pulendo come alcune donne che conosco? Per niente. Faccio tutto il più rapidamente possibile, possibilmente facendomi venire fiatone e tachicardia per il ritmo sostenuto a cui non riesco a stare dietro. E sono sempre lì a raccogliere capelli da terra dopo aver passato l’aspirapolvere o a pulire ritmicamente il vetro sopra il lavandino del bagno che è sempre pieno di schizzi di dentifricio e sapone. Pulizia che ha a che fare con il controllo delle emozioni… madonna che cliché femminile, raga! Ma anche con il fatto che faccio le cose io così le faccio a modo mio, che così sto serena… madonna che altro enorme cliché femminile, raga! Niente, sono Queer quanto volete ma continuo a ripetere all’infinitum eternum tutte le cose disfunzionali classificate come “femminili”.7
  • Gentili tutt*, sotto Natale ci rendiamo conto di quanto il concetto di Queer sia lontano dai regali per gli infanti. Sabato mattina, supermercato, scegliere i regali per le nipotine femmine: un gioco interattivo sulle forme, l’altro su non so cosa e poi il terzo… il bambolotto. Lancio un’occhiata al mio bionico compagno Queer e sono pronta ad argomentare le ragioni per le quali dovremmo, anziché comprarlo, bruciare sulla pubblica piazza quell’arnese giocattoliero infernale. Ma lui comprende prima che apra bocca, forse perché ha colto rapidamente, forse perché è terrorizzato da una mia possibile filippica sui giochi per bambin* che perpetuano il ruolo binario, forse perché vuole lasciare il super il prima possibile. Posa il bambolotto, prende un gioco interattivo sulla geografia. Le nipotine ci odieranno, machissenefrega.
  • Dacci oggi il nostro ruolo quotidiano e liberaci dal Queer in tutti i secoli dei secoli, amen. Già, essere una femmina bio-donna Queer che sta con un bio-uomo Man Femme Queer è forse un po’ complesso da spiegare, non tanto da vivere. Sicuramente i ruoli che si sgretolano all’inizio ci fanno sentire tipo così. 5Ma niente paura, se abbiamo creatività e leggerezza, anche andare a comprare i completini sexy per entrambi, nel senso che per entrambi sono quelli che si trovano nel reparto da donna e che ci interscambiamo volentieri, diventa un’esperienza carinissima. Provate voi a far entrare generosissimi attributi maschili in uno striminzito perizoma da donna e poi vedrete se non vi spunterà all’improvviso un sense of humor degno di Woody Allen. E poi, le posizioni del Kamasutra che diventano accessibili ad entrambi, all’inizio confondendo non poco la nostra mente e stimolando corpo e/o libido? Ne vogliamo parlare? Il sopra è per uomini! Ma chi l’ha detto? L’iniziativa la prende sempre l’uomo o le donne che sono di facili costumi… ma per cortesia! Diciamo che non considerare più il genere né il sesso come fattori determinanti per orientarsi nell’intimità, nell’emotività, nella cognitività e nella fisicità ci rende liber* sul serio. Provare per credere. Questa è la storia, gente. Niente più categorie protette, cassetti inaccessibili e niente più intimo solo per “lei” o per “lui”. Il primo che arriva pesca e meglio alloggia!
  • Nelle conversazioni con familiari ed amici la cosa si fa interessante: la mamma non ha proprio ben capito cos’è ‘sto Queer, papà invece pensa che tu sia ancora una piccola frugoletta che gioca con la Barbie e che rimarrà vergine a vita, gli amici e le amiche ti guardano come se arrivassi da un altro pianeta. 6Chiarezza? Poca. Ascolto? Non molto. Confusione? Insomma, abbastanza. Ci si prova a spiegare questa magnifica cosa del “gender fluid”, del fatto che tutto è una grossa balla globale e che puoi essere tutto e transitare illimitatamente, ma la risposta al pippone del secolo su questi temi è: “Piccola, vuoi ancora del seitan?”. Grazie, sono a posto.

    Mi fa sempre molto divertire l’approccio che scelgo per spiegare questo nuovo blog e questa mia sensazione di transitare degli ultimi mesi, soprattutto a persone con le quali ho poca confidenza. Tipo oggi pomeriggio, durante la lezione di portoghese che ho dato a Gabry, è venuto fuori il concept del blog e abbiamo discuisito amabilmente sulla Teoria Queer. Vi siete persi la faccina adorabile di uno che sta pensando: “Questa qui è fuori come un poggiolo! Ripigliati sista!”

Tutto bene fin qui, pacche sulle spalle, inviti a cena a destra e a manca ma quando si sfiora il tema Queer, vedi un fuggi fuggi generale, un tossire nervoso, un proclamare un impegno improvviso… insomma, tutto ma non il Queer, te prego! Il Queer risparmiamelo, please!

Vorrei rassicurare che le idee non hanno questo sistema endemico di contagio: tranquill*, il Queer non è come la Spagnola, non ne rimarrete vittime solo per essere arrivat* in fondo a questo post. Tutto bene fin qui. Respirate tranquill*, guardatevi intorno, riprendetevi con calma. Aaaaaaaaaaaah che bello, che serenità, che conforto! È ancora un mondo binario. Lo stesso di sempre, quello che conosciamo.

introw

Easy baby, il Queer lo avete solo sognato. O no?

 

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